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Capricci nei bambini: Perché accadono e come possiamo aiutarli

Ogni genitore si trova prima o poi ad affrontare i capricci.

Sono parte integrante della crescita, come i primi passi o le prime parole dolci.

Ma quando sei nel pieno di un capriccio — lacrime, urla, magari una scarpa che vola — tutto può sembrare travolgente.

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I capricci non sono cattiva educazione. Non sono la prova che stai sbagliando qualcosa.

Sono una fase naturale dello sviluppo e, con gli strumenti giusti, possono diventare un’opportunità preziosa di crescita — per te e per il tuo bambino.

 

 

Perché accadono i capricci

 

 

Prima cosa da sapere: i capricci non sono disobbedienza.

Sono il modo in cui tuo figlio ti sta dicendo: “Quello che provo è più grande delle capacità che ho per gestirlo.”

Gli studi scientifici ci spiegano che i capricci accadono perché il cervello dei bambini piccoli è ancora in fase di sviluppo, soprattutto nelle aree che gestiscono emozioni e autocontrollo (Carlson et al., 2023; Van den Akker et al., 2022).

È importante distinguere tra perdere la pazienza e un vero capriccio.

Un capriccio è una tempesta emotiva totale, in cui il bambino non riesce più a ragionare: può solo sentire (Carlson et al., 2016; Carlson et al., 2023).

I capricci possono scatenarsi per tanti motivi: A volte, episodi come la regressione del sonno possono aumentare la probabilità di crisi emotive, soprattutto se il bambino è particolarmente stanco o agitato.

 

 

  • Stanchezza

 

  • Fame

 

  • Troppa stimolazione

 

  • Cambiamenti improvvisi

 

    • Piccoli accumuli di frustrazione durante la giornata (Carlson et al., 2023).

Per esempio, durante la regressione del sonno a 12 mesi, potresti notare che il tuo bambino ha più difficoltà a gestire le emozioni e i cambiamenti.

 

Con la crescita, i capricci possono durare un po’ di più — non perché peggiorano, ma perché i bambini diventano più determinati e orientati al risultato (Van den Akker et al., 2022).

Dentro ogni capriccio convivono solitamente due emozioni:

 

 

  • Rabbia (calci, urla, spinte)

 

  • Tristezza (pianti, lamenti, bisogno di vicinanza) (Green et al., 2011; Carlson et al., 2023)

 

 

 

I capricci a 2 anni

 

 

I bambini di due anni sono magici… ed emotivi.

A questa età i capricci sono assolutamente normali.

I sentimenti arrivano velocissimi, ma le parole e le capacità di gestione emotiva non riescono ancora a stare al passo.

La maggior parte dei capricci a questa età sono brevi e si calmano facilmente con il supporto di un adulto tranquillo (Carlson et al., 2023).

Circa il 10-12% dei bambini di due anni ha capricci quotidiani — quindi, se il tuo piccolo sembra sciogliersi in lacrime una o due volte al giorno, sappi che è del tutto normale (Carlson et al., 2023; Van den Akker et al., 2022).

Intorno ai due anni, molti genitori notano un aumento dei capricci e delle sfide quotidiane, un periodo conosciuto anche come Terribili Due, in cui il bisogno di autonomia si scontra spesso con i limiti imposti

 

 

I capricci a 3 anni

 

 

Verso i tre anni, il linguaggio si sviluppa di più — ma le emozioni continuano a governare la scena.

I passaggi da un’attività all’altra (per esempio lasciare una festa o spegnere la TV) diventano ancora più difficili da affrontare.Anche grandi cambiamenti come lo spannolinamento possono intensificare i capricci, specialmente se il bambino sente di perdere il controllo su qualcosa di importante per lui.

A questa età, i capricci raggiungono il picco di frequenza, ma solo circa il 5% dei bambini di tre anni ha capricci quotidiani (Van den Akker et al., 2022).

Se i capricci sono ancora quotidiani e molto intensi, vale la pena osservarli con attenzione.

Ma crisi occasionali e forti sono ancora assolutamente normali.

 

 

I capricci a 4–5 anni

Dai 4 ai 5 anni, i capricci diventano meno frequenti, ma quando accadono, tendono a durare di più.Intorno ai due anni, però, eventi come la regressione del sonno a 2 anni possono creare vere e proprie montagne russe emotive, rendendo più frequenti le difficoltà di regolazione.

Non è insolito che un capriccio a questa età duri anche 6–10 minuti (Van den Akker et al., 2022; Carlson et al., 2023).

I bambini più grandi hanno più resistenza emotiva — e a volte ci vuole più tempo perché la tempesta si plachi.

 

 

 

 

Quando è normale e quando preoccuparsi

 

 

Ecco una buona notizia: la maggior parte dei capricci è del tutto normale.

Un capriccio normale:

 

 

  • Ha una causa chiara (stanchezza, fame, frustrazione)

 

  • Finisce nel giro di pochi minuti

 

  • Si risolve con il supporto emotivo di un adulto (Carlson et al., 2023).

 

quando il capriccio non è più solo un capriccio: invece:

 

 

  • Se dura più di 15 minuti, potrebbe essere il segnale che tuo figlio ha bisogno di aiuto per regolare un’emozione troppo grande da gestire da solo.

 

  • Succede senza motivo evidente

 

  • Comporta autolesionismo, aggressività o distruzione di oggetti (Carlson et al., 2016; Van den Akker et al., 2022).

 

Circa il 4–10% dei bambini piccoli ha capricci che potrebbero indicare bisogni emotivi più profondi (Carlson et al., 2023).

Se hai dubbi, chiedere aiuto è sempre una scelta saggia.

La genitorialità non è perfezione: è un viaggio che facciamo imparando, ogni giorno, insieme ai nostri figli.

 

 

Come prevenire i capricci

 

 

Non possiamo (e non dobbiamo) prevenire ogni capriccio.

Ma possiamo aiutare il bambino a costruire strumenti emotivi che rendano le crisi meno travolgenti.

 

 

  • Dai un nome alle emozioni ogni volta che puoi.

    “Sei arrabbiato perché dobbiamo lasciare il parco, vero?”

     

  • Offri sempre piccole scelte.

    “Vuoi andare verso la macchina camminando o saltando come un coniglietto?”

     

  • Comunica aspettative chiare e gentili.

    “Puoi giocare ancora due minuti. Poi sarà ora di andare.”

     

Coltivare un linguaggio emotivo e rispettare i sentimenti del bambino aiuta a costruire fiducia e sicurezza.

 

 

Cosa fare durante un capriccio

 

 

Quando arriva un capriccio, il tuo compito principale è semplice: essere la calma nella loro tempesta.

Se il bambino sta urlando o scalciando, resta vicino ma con energia bassa.

Parla a voce bassa, respira profondamente, e non lasciarti trascinare dall’ondata emotiva.

Se invece piange, si lamenta o cerca conforto, apri le braccia.

“Sono qui. Sei al sicuro. È normale avere emozioni forti.”

Riconoscere se la crisi nasce più da rabbia o da tristezza ti aiuterà a rispondere in modo più efficace (Green et al., 2011).

 

 

Considerazioni finali

 

 

I capricci non sono fallimenti.

Sono una tappa normale — anche se rumorosa e disordinata — del percorso di crescita.

Con amore, pazienza e un pizzico di conoscenza scientifica, possiamo trasformare ogni crisi in un momento di connessione.

Sei esattamente il genitore di cui tuo figlio ha bisogno.
 

Citations

 

  1. Carlson, G. A., Singh, M. K., Amaya-Jackson, L., Benton, T. D., Althoff, R. R., Bellonci, C., … & McClellan, J. M. (2023). Impairing emotional outbursts: What they are and what we should do about them. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 62(2), 135–150. https://doi.org/10.1016/j.jaac.2022.03.014
  2. Van den Akker, A. L., Hoffenaar, P., & Overbeek, G. (2022). Temper tantrums in toddlers and preschoolers: Longitudinal associations with adjustment problems. Journal of Developmental and Behavioral Pediatrics, 43(7), 409–417. https://doi.org/10.1097/DBP.0000000000001071
  3. Carlson, G. A., Danzig, A. P., Dougherty, L. R., Bufferd, S. J., & Klein, D. N. (2016). Loss of temper and irritability: The relationship to tantrums in a community and clinical sample. Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology, 26(2), 114–122. https://doi.org/10.1089/cap.2015.0072
  4. Green, J. A., Whitney, P. G., & Potegal, M. (2011). Screaming, yelling, whining, and crying: Categorical and intensity differences in vocal expressions of anger and sadness in children’s tantrums. Emotion, 11(5), 1124–1133. https://doi.org/10.1037/a0024173

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